Storia e Progetto

Il Mercato Coperto di Piazza Andrea Costa a Ravenna è riconosciuto dal Comune di Ravenna come Mercato Storico ai sensi della legislazione regionale e dalla Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia Romagna come contenitore di interesse storico-artistico. La sua storia è al centro di numerosi studi, tra i quali il volume curato da Coop Alleanza 3.0 che ne racconta il passato e ne disegna il futuro.

La storia del Mercato Coperto

Il Mercato è il polo alimentare commerciale più importante del centro storico cittadino, che si trova in un’area della città vocata ai commerci fin dal V secolo: è accertato infatti che vi operasse una delle più antiche corporazioni di pescatori del mondo, la Schola Piscatorum, conosciuta in precedenza come Ordo Piscium Vendentium e poi come Casa Matha. È a metà dell’Ottocento che l’isola circoscritta tra le strade “Calzoleria e Beccheria”, attuali via Cavour e via IV Novembre – dove si svolgevano intense attività commerciali a carattere alimentare, ma anche annonario, sanitario e agricolo – questa area cambia radicalmente, con l’obiettivo di realizzare un moderno mercato coperto a servizio della città e della provincia.

Gli inizi

Il progetto “vincente” prenderà corpo nel 1869 con la scelta del caratteristico stile dell’esedra e solo nel 1920, dopo la demolizione della pescheria preesistente, inizia la costruzione alla base dell’edificio attuale. Il progetto del 1869, elaborato dall’ingegner Ugo Vignuzzi, venne esposto presso l’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Il disegno prevedeva un edificio a forma emiciclica, ribattezzata ad esedra, ed era caratterizzato da due ampie entrate laterali. Sul fronte dell’edificio campeggiava lo stemma marmoreo della Casa Matha, mentre sugli imponenti attici laterali facevano bella mostra due sculture di valore. La forma dell’esedra risultò però troppo limitata per un mercato che esigeva di espandersi e, con l’acquisto di altri edifici attigui, si diede concreta forma al progetto del Mercato Coperto.

Il progetto definitivo

Il progetto definitivo del mercato, in stile classico, fu elaborato dall’ingegner Baroncelli con la collaborazione del professor Gordini, e la sua inaugurazione avvenne nell’ottobre del 1922. La superficie prevista, di oltre 2600 mq, ospitava quattro grandi padiglioni; quello di sinistra era destinato al pesce, ai formaggi ed ai salumi, quello centrale era riservato a frutta e verdura, i due posti a destra alle carni, ai formaggi ed alla frutta e verdura.
Le linee esterne si rifacevano ad architetture classiche con ornamenti su sasso istriano, la pescheria fu realizzata in marmo, la copertura è data da tralicci ferrosi muniti di capriate sostenute da imponenti colonne di ghisa; ampie finestre e lucernai assicuravano la luminosità, mentre era ornato da pregevoli stucchi di gusto floreale.

Gli ultimi anni

Nel 1984 il Mercato risultava inadeguato alle mutate esigenze della città, ed i lavori di ristrutturazione eliminarono il caratteristico aspetto originario dei banchi, collocando a livello dell’atrio due delfini in pietra d’Istria della Casa Matha provenienti dalla vecchia pescheria. Questi mutamenti non hanno interessato le caratteristiche architettoniche, di eleganza intramontabile. Negli anni successivi, però, il nuovo allestimento si è via via impoverito commercialmente, mentre il progressivo invecchiamento dell’edificio ha reso necessari adeguamenti importanti.

Il progetto di riqualificazione

Il nuovo progetto del Mercato Coperto proposto e realizzato da Coop Alleanza 3.0 ha assicurato il recupero degli esterni e la riqualificazione funzionale degli interni, preservando le caratteristiche storiche ed artistiche dell’edificio. Porta la firma di Paolo Lucchetta, uno dei maggiori architetti italiani del settore: fondatore di RetailDesign, docente e responsabile scientifico del Master IUAV in Retail Architecture and Design for Social and Commercial Purposes. Oggi il Mercato aderisce ai parametri del protocollo LEED (Leadership Energy and Environmental Design) Commercial Interiors, come la conservazione più accurata possibile delle strutture esistenti evitando inutili demolizioni, le modalità di accesso all’immobile con mezzi ecologici, la scelta di materiali e di tecnologie ecocompatibili, il risparmio energetico e dell’acqua. Nell’edificio, adottando i principi del design for all, è assicurata l’accessibilità totale delle superfici per le persone diversamente abili. Per gli arredi e l’allestimento, Molino Spadoni ha scelto pezzi unici di antiquariato e modernariato che fanno rivivere il fascino delle epoche attraversate dal Mercato: dal tavolo ricavato da un’antica barca lagunare dei pescatori comacchiesi per la raccolta delle anguille, fino ai disegni originali di Benito Jacovitti, tra i maggiori fumettisti italiani del ‘900, i banchi Deco degli anni ’30, i manichini e i pupazzi in cartapesta autentici, degli anni ’50.

La partnership tra Molino Spadoni e Coop Alleanza 3.0 ha permesso di ritrovare, riqualificare e restituire alla cittadinanza un luogo che nel corso della storia è stato il cuore della vita cittadina di Ravenna. Oggi il Mercato Coperto torna ad essere il cuore di Ravenna, in cui scoprire un nuovo modo di fare la spesa e di incontrarsi per acquistare e conoscere le eccellenze della Romagna.